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domenica 18 aprile 2010

Lesson Number One


Spesso un pretesto assume la forma di una richiesta, non troppo implicita, di aspettativa, di condivisione, se non di effettiva supplica. Mi chiedo spesso come poter fare per circumnavigare i molti "pretesti" di cui mi circondo.
Hanno chiesto, a più voci, a Raymond Carver "perché scrivere?"
E lui ha risposto:
  • perché tutto il testo è noioso
  • perché è un gesto che amiamo
  • perché potrebbe cambiarci la vita
  • perché non c'è niente di più bello
  • perché è importante
  • perché non riusciamo a smettere
  • perché altrimenti che senso ha?
In questo momento vorrei un pretesto per non dover rispondere.

"It could be wrong
But it should've been right "

mercoledì 27 maggio 2009

La guerra è finita

Parla quella parte di me che ancora crede nelle mezze stagioni, che non parcheggia la macchina in terza fila davanti al vigile, che si ferma e osserva un bimbo che ride, che ci crede sempre fino a che l'evidenza non la risveglia, che non ha fede ma crede, che dimentica per poi ricordare nuovamente, che beve caffè nero, che si indigna, che si risolleva, che un giorno si e uno pure si meraviglia, che spera ancora.
Parla, ma vorrebbe gridare.
Dopo oltre
trent'anni di attacchi terroristici e guerriglia, il 18 Maggio 2009 la guerra a Ceylon si chiude. La guerra è finita, dichiara lo Stato. 70 mila morti, per lo più civili, forse son sembrati abbastanza. Sento la notizia per caso, su radio24 lo stesso giorno. Al TG l'annunciatrice mezzobusto non dice neppure una parola. Sui quotidiani, il giorno seguente, qualche piccolo trafiletto o il nulla. Ieri sera accendo la TV, Ballarò, si parla della vita sessuale del nostro Presidente del Consiglio. La domanda nasce spontanea: come è possibile che negli ultimi mesi si riesca a parlare solo di questo? Storia da romanzetti rosa da quattro soldi, quelli stampati su carta di pessima qualità, copertina ingiallita anche se nuova, errori grammaticali, pagine stampate a metà o mancanti. Si, ok, ve lo concedo, sono fatti avvenuti "dall'altra parte del mondo" (lo dice anche mia nonna), noi ci interessiamo ai nostri. Ma come possono tutte le guerre, i disastri naturali, le contese accadute "altrove" passare in secondo piano rispetto alla vita sexsualis di un singolo uomo? Bisogna aspettare la catastrofe. E forse non basta neppure quella. Ogni singolo giorno, accade qualcosa, a Calcutta come ad Acitrezza, ad Alba come a Capetown, ad Arcore come a Washington, ed io non ne so nulla. Gioiamo e piangiamo, viviamo e moriamo in ogni dove, ma non tutti forse lo sanno. E dato che non posso essere ovunque, aspetto che qualcuno mi racconti le storie degli altri. Ma quel qualcuno spesso si dimentica, o si vuole dimenticare, e sceglie per me cosa io devo conoscere. Mi viene da ridere un po', anche se so che non dovrei.
Che il mondo sia tutto una grande barzelletta?


post scriptum: la fine della guerra a Ceylon mi ha un po' scioccato, non ci speravo più. In questi anni ho pianto per ogni cingalese che ci ha lasciato, di qualunque etnia e religione. Speravo, ahimè, in un po' più di informazione. Sono ancora dubbiosa. Ma la parte di me che oggi ha parlato ci spera ancora.

domenica 5 aprile 2009

Spalatore di nuvole


Lo spalatore di nuvole cammina con il cuore rivolto all'universo.
Adagio i suoi pensieri si trasmutano in
frasi sussurrate all'orecchio.
Lo spalatore di nuvole ha lo sguardo altrove.
Cammina con la malinconia nei piedi.
Non è con te quando tu gli parli.
La sua presenza basta a rassicurarti.

Lo spalatore di nuvole confonde i sogni con la realtà.
Parla la lingua dei sentimenti.
Aspetta in silenzio il movimento del mondo.
Lo spalatore di nuvole si muove intorno.
Dipinge cerchi nei tuoi occhi.
Arriva quieto quando non è atteso.
Lo spalatore di nuvole sorride la vita.
Canta i miti degli antichi.
Piove dai suoi occhi, e tu lo abbracci.
Immobile.


sabato 14 febbraio 2009

giovedì 18 dicembre 2008

You Know You're Right !¡


"Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, ne dirmele; e io, nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci; non ci siamo intesi affatto."
(Pirandello" Uno, Nessuno e Centomila")

sabato 6 dicembre 2008

I did it My Way

Stamani ho fatto un tuffo nel passato recente (il mio, ovviamente)...




thank u miry!

sabato 15 novembre 2008

Forever Lost

in space
in the world
within of me
in translation
in the sea
in the sky
on the road
for road
across the universe
in you
in me.

"if you can't wake up in the morning
'cause your bed lies vacant at night
If you're lost, hurt, tired or lonely
Can't control it, try as you might
May you find that love that won't leave you
May you find it by the end of the day
You won't be lost, hurt, tired and lonely
Something beautiful will come your way"
(R.W.)

martedì 28 ottobre 2008

Journey to the west


Prima o poi sarebbe dovuto accadere. L'incontro, quasi "mitologico" (passatemi il termine), profumava di incenso, e qualcuno ha colto l'odore sfumato che veniva portato ad Ovest. Un qualcuno non nuovo alle sperimentazioni e alle contaminazioni.
Grazie ancora, Damon.


hhttp://www.monkeyjourneytothewest.com/

venerdì 17 ottobre 2008

The butterfly effect



"Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo"
Le Scienze, anni or sono, hanno dimostrato che un piccolo, e apparentemente, insignificante evento può trasformare il mondo che ci sta intorno, socialmente, economicamente, psicologicamente, fisicamente, chimicamente, biologicamente.
Be', è accaduto anche a me. Di osservare tale fenomeno. Anzi, di essere quel fenomeno.

martedì 7 ottobre 2008

Peace. Maybe.



"Peace cannot be kept by force, it can only be achieved by understanding"

venerdì 3 ottobre 2008

Perfect


"Quando costruiscono un tempio, gli indù lasciano un angolo incompleto; solo gli dei possono raggiungere la perfezione, gli uomini mai"


"We the people fight for our existence
We don't claim to be perfect but we're free
We dream our dreams alone with no resistance
Faded like the stars we wish to be"


mercoledì 17 settembre 2008

Yummy Daddy!






Ditemi voi, con un padre così cool!
Ma i bimbi ne avranno coscienza?
(dalla serie "I grandi dilemmi, episodio pilota")

venerdì 1 agosto 2008

Speed


Accade sempre più spesso che i miei pensieri corrano veloci e non riesca a fissarli nella memoria. Penso ad una cosa e puff!, provo a metterla per iscritto e questa assume invariabilmente un altra forma. Ingabbiare in regole grammaticali, sintattiche e anche grafologiche un'idea si rivela essere abbastanza complesso. Sarà forse per questa mia scarsa capacità che credo che qualcuno dovrebbe costruire un fantascentifico aggeggio che sappia trasmutare i pensieri fluttuanti e in corsa con se stessi in parole, frasi, periodi, dandoli forma scritta.
E se ci pensassi io? Ecco allora che si aprono molte strade...
  • Provare a costruirlo da sola. Ma per fare questo avrei bisogno di molteplici conoscenze in moteplici campi del sapere e poi, sempre e comunque, di soldi per il laboratorio e tutta l'attrezzatura necessaria.
  • Ingaggiare un'equipe di esperti che lavori alla fabbricazione di suddetto aggeggio. La mia parte nel processo sarebbe veramente minima, ma stesso problema: trovare i soldi.E qui potrei: vincere al super enalotto, sposare un super miliardario o diventarne l'amante, darmi al traffico internazionale di armi e droghe, intrapendere una carriera nella malavita. (metodi validi anche nel primo caso)
  • Super poteri. Appagando il mio desiderio narcisista di "essermi fatta da sola", prenderei, come si suol dire, "due piccioni con una fava": non avrei bisogno di soldi e il delirio di onnipotenza che mi tormenta troverebbe una risoluzione immediata. In realtà se avessi super poteri probabilmente non mi porrei neppure la questione: basterebbe l'auto-telepatia!
Come le menti più argute avranno già avuto modo di notare, il problema nella sua essenza può essere scomposto in svariati sotto problemi (o sotto-obiettivi, termine che preferisco), al principio dei quali ne resta solo uno: money money money!!!

lunedì 10 dicembre 2007

DOSALO!!

"Entri ottimista, esci felice"
Anni di ricerche inutili. Spiegazioni parziali e incomplete da parte di sprovveduti commessi.
Poi, nuovamente, un altro caso di serendipità.

Girellavo senza meta con un amico nel negozio dell'ottimismo e... Eccolo lì! Davanti ai miei occhi si materializza l'oggetto che cercavo ossessivamente da tempo immemore, da quando l'avevo scorto a casa dei nonni di una mia amica. L'aggeggio aveva stuzzicato immediatamente la mia curiosità, non tanto per la sua indubbia utilità, piuttosto per il design un po' retrò (che non è quello della foto)e per il senso di "home sweet home" che riusciva a darmi ogni volta che lo prendevo tra le mani.
Chi cerca trova, è risaputo. Ma solo quando smetti di cercare l'oggetto della tua ricerca si materializza davanti a te. Così, nuovamente felice per un attimo. E questo grazie ad un semplice dosatore per il caffè...

sabato 20 ottobre 2007

CLACSON

L'ultima frontiera del tuning è arrivata! Finalmente tutti (o quasi) possono disporre di una tra le più avanzate tecnologie in fatto di musica e...macchine. Lo stavamo aspettando, ed è arrivato! Cosa? Il Clacson con l'hit parade!!! Un clacson che, al posto del solito bee, spara l'ultima hit del momento.
Banale, forse, domandarsi dell'utilità di tale aggeggio.
A volte penso veramente che le persone possano essere categorizzate in chi fa questo e in chi non lo fa, chi fa quello e chi fa quell'altro. Suddividere il mondo, e la gente che lo abita, in buoni o cattivi, brutti o belli, intelligenti o stupidi, spesso sembra un'ottimo passatempo per chi cerca di "capire" come funzionano le cose. E allora mi dico: io, che non suono il clacson neppure quando una spaventosa auto color ruggine pallido mi taglia la strada da sinistra; che sussulto al suono del suddetto, che giunga da sinistra o da destra, da davanti o da dietro, come se sentissi l'avvicinarsi di un leone nella savana; io che non suono mai il clacson, come se farlo significasse inimicarsi tutti gli automobilisti del pianeta; io, in quale categoria di persone rientrerei? Sicuramente in quella di chi il clacson non lo suona. E, in quanto appartenente a tale categoria, che cavolo me ne faccio di un clacson che suona il gingle di natale o la numero uno di questa settimana?
La domanda non risulta poi così banale.

martedì 16 ottobre 2007

16 Ottobre 1854


Correva l'anno 1854....
Nasceva, in quel di Dublino, il Signor Oscar Wilde.

Il 30 Novembre 1900, si spengeva a Parigi.
Una vita intensa la sua. Anzi, forse solo Vita.
Pensieri e parole scivolavano fuori dalla sua bocca, e dalla sua penna. Soprattutto, dal suo modo di essere, dal suo modo di apparire, che altro non era che lui stesso.
Elegante, individualista, ironico, solitario, ribelle, malinconico, indifferente ai traffici del mondo. Niente conta per lui più della libertà, della nobiltà d'animo e della possibilità di esprimersi con le proprie opere.
Se stesso fino alla fine.
In punto di morte:"O se ne va quella carta da parati o me ne vado io".