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domenica 20 febbraio 2011

Desiderio che trovi, Desiderio che hai

Guardo le nuvole in un giorno qualunque
e mi accorgo del tempo che passo a fissare su una tela
i miei desideri assonnati e invecchiati.
Non passano. Restano.
E tu sei li che vorresti trovarne di nuovi,
ma quella dispettosa vita che ogni giorno ti insegue
non ne vuole sapere.
Immobile come non mai,
i tuoi occhi lucidi di sudore
cercano in altri occhi quelle gocce che riempiono il mare.
Ho qualcosa da dirti.
Hai qualcosa da darmi.
Quello che resta.

martedì 19 ottobre 2010

Push your HEAD toward the air. Maybe.

E per una volta che ci si prova, con testa e mani basse, a guardare quella linea bella spessa che ci divide dal mondo, che fa il mondo?? Ti rispedisce dritto dritto sulla linea dello start. Ma tu sei paziente, corri mestamente fino al via e aspetti. Aspetti di nuovo il BANG che da inizio alla gara.
Sai che stavolta sei pronto. Non ti deludi più. E non pensi che alla prima curva ci sia qualcuno o qualcosa che potrebbe, forse, chissà, magari lo vorresti, farti inciampare, cadere e farti male.
Sai che ti rialzeresti. Con un bel sorriso stampato su quella faccia che a volte si prenderebbe a schiaffi da sola.
Sai che, comunque vada, sarà un successo.
Hai portato i cerotti.

"Just because I'm losing
Doesn't mean I'm lost
Doesn't mean I'll stop
Doesn't mean I will cross

Just because I'm hurting
Doesn't mean I'm hurt
Doesn't mean I didn't get what I deserve
No better and no worse"

martedì 20 aprile 2010

Let me see


E' passato un po' di tempo da quando mi son fermata a pensare. E a scrivere. Vedo intorno a me cose che fluttuano ma non mi fermo più a guardare. Che poi sta differenza con cui ce la menano dalle elementari tra il "vedere" e i "guardare" mica lo so se l'ho ma capita fino in fondo. Cioè, pensate un po' : io vedo il tipo con gli occhiali tartarugati, il capello inclinato sulla sinistra, il bastone con lo stemma di famiglia in avorio,il vestito color sabbia di almeno due taglie più grandi, il passo basculante di chi bello dritto non ci sa più stare, oppure lo guardo? Per farla breve, resterà qualcosa di lui in me oppure passerà invisibile davanti ai miei occhi. Questo il punto.
Nel frattempo continuo a guardare.

domenica 17 gennaio 2010

L'anno che verrà


I numeri tondi non mi sono mai piaciuti. Sono finiti, perfetti nella loro rotondità. Non ci puoi giocare, tornano sempre uguali a se stessi. Non lasciano spazio all'immaginazione. Scivolano.
Sarà perchè non hanno bisogno di me per completarsi?

mercoledì 19 agosto 2009

mercoledì 27 maggio 2009

La guerra è finita

Parla quella parte di me che ancora crede nelle mezze stagioni, che non parcheggia la macchina in terza fila davanti al vigile, che si ferma e osserva un bimbo che ride, che ci crede sempre fino a che l'evidenza non la risveglia, che non ha fede ma crede, che dimentica per poi ricordare nuovamente, che beve caffè nero, che si indigna, che si risolleva, che un giorno si e uno pure si meraviglia, che spera ancora.
Parla, ma vorrebbe gridare.
Dopo oltre
trent'anni di attacchi terroristici e guerriglia, il 18 Maggio 2009 la guerra a Ceylon si chiude. La guerra è finita, dichiara lo Stato. 70 mila morti, per lo più civili, forse son sembrati abbastanza. Sento la notizia per caso, su radio24 lo stesso giorno. Al TG l'annunciatrice mezzobusto non dice neppure una parola. Sui quotidiani, il giorno seguente, qualche piccolo trafiletto o il nulla. Ieri sera accendo la TV, Ballarò, si parla della vita sessuale del nostro Presidente del Consiglio. La domanda nasce spontanea: come è possibile che negli ultimi mesi si riesca a parlare solo di questo? Storia da romanzetti rosa da quattro soldi, quelli stampati su carta di pessima qualità, copertina ingiallita anche se nuova, errori grammaticali, pagine stampate a metà o mancanti. Si, ok, ve lo concedo, sono fatti avvenuti "dall'altra parte del mondo" (lo dice anche mia nonna), noi ci interessiamo ai nostri. Ma come possono tutte le guerre, i disastri naturali, le contese accadute "altrove" passare in secondo piano rispetto alla vita sexsualis di un singolo uomo? Bisogna aspettare la catastrofe. E forse non basta neppure quella. Ogni singolo giorno, accade qualcosa, a Calcutta come ad Acitrezza, ad Alba come a Capetown, ad Arcore come a Washington, ed io non ne so nulla. Gioiamo e piangiamo, viviamo e moriamo in ogni dove, ma non tutti forse lo sanno. E dato che non posso essere ovunque, aspetto che qualcuno mi racconti le storie degli altri. Ma quel qualcuno spesso si dimentica, o si vuole dimenticare, e sceglie per me cosa io devo conoscere. Mi viene da ridere un po', anche se so che non dovrei.
Che il mondo sia tutto una grande barzelletta?


post scriptum: la fine della guerra a Ceylon mi ha un po' scioccato, non ci speravo più. In questi anni ho pianto per ogni cingalese che ci ha lasciato, di qualunque etnia e religione. Speravo, ahimè, in un po' più di informazione. Sono ancora dubbiosa. Ma la parte di me che oggi ha parlato ci spera ancora.

mercoledì 5 novembre 2008

Danza Cosmica

Confusione, nuovamente. Avevo provato a smettere di pensare, a chiudere il canale che arriva sparato come un razzo proprio lì nel mare aperto della mente. Avevo provato ad avere solo pensieri superficiali, approssimativi, epidermici. Avevo provato a giocare al "far finta" di essere quello che sono (o che non sono). Avevo provato a resettare il modo intorno a me. Be', si posso dire che ci ho provato. Non ha funzionato che per pochi istanti, il tempo di accorgermi che tutto intorno a me muta e che io stessa muto e cambio forma ininterrottamente. L'energia non si ingabbia, non si può tenere in assedio per molto. Forse per "mai". Tutto danza, non soltanto scorre.
Il mondo danza insieme a Shiva o è Shiva a far danzare il mondo?
Rapita dall'estasi della trasformazione, danzo anche io.

La danza è una poesia dove ogni movimento è una parola. (Lir Shaqiri)
La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento. (Mata Hari)
La danza è una poesia muta; la poesia è una danza parlata. (Simonide)



venerdì 29 febbraio 2008

Un giorno in più

Un giorno in più, quest'anno. Un giorno in più non richiesto, non voluto, non servito a molto. Un giorno in più sprecato? Non so. Il mio pensiero era quello di viverlo con "leggerezza". Ma chi mi sa dire dove la leggerezza finisce e dove invece comincia la "pesantezza"?
Leggero vuol forse dire semplice? Inconsistente? Lieve? Sottile? Delicato? Impalpabile? Celeste? Sfuggente? Fragile?
E pesante? Cosa significa la parola pesante? Grave? Complicato? Stancante? Opprimente? Noioso? Grigio? Lento? Profondo? Resistente?
A seconda dell'osservatore, ogni evento sembra assumere un senso diverso, una sfumatura sottile, che porta i fatti in secondo piano, rispetto al vissuto di chi guarda, da lontano o da vicino, il susseguirsi delle vicissitudini che chiamiamo vita. Pesante e leggero si incontrano, si fondono, e perdono di significato. Ma non perdono il loro senso.
Almeno, non lo perdono per me.




giovedì 31 gennaio 2008

SAVE BRITNEY SPEARS!!!!!

E per finire in bellezza, questo mese raccolgo il grido disperato di una cara amica (no, non Britney), e decido di pubblicare il suo post!


"Ora può sembrare una cazzata ma non è così.....
Allora l'ipocrisia e la non sensaggine di questa società a volte ti fa imbestialire....
Questa rincoglionita (la Spears) mi sta girando tra un Grammy Awards e una casa di disintossicazione e nessuno se la fila, non solo, ma tutti a dire : "Bene, hai visto a fare come lei...con tutto quello che ha preso di soldi ora sa che vuol dire patire...."
Ma come? E chi li comprava i cd insulsi? Sì, lei li faceva ma tanti (molti molti direi) li compravano...e si beavano delle musichette orecchiabili che per lei erano composte e che lei cantava ancheggiando....
Allora ai fattoni anni '60, perchè era di moda, tutti vicini tutti a comprendere ....
A Kate Moss che si fa di ketamina e di cocaina, il cui compagno si droga come uno sciamano indiano e ha una figliola, dopo 1 settimana (badate bene 1 settimana che non ci si disintossica nemmeno della tisana di finocchio per dimagrire e lo sa anche il peggio stronzo) tutti a offrirgli lavori, possibilità e conforto ....
A Lapo Elkan, che mi si sollazza coi travestiti e mi va in coma per qualche etto di cocaina di troppo (anche lui disintossicazione lampo, 1 settimana, manco un panettone ci si fa) tutti a chiedere come sta a New York, se è figo o meno.....
E a lei? Guardate che non è l'ultima delle stronze.
Io personalmente l'ho sempre trovata banale, quanto meno nelle melodie, nei testi e nell'arragiamento delle canzoni
E non sono una sua fan (ma non ho manco un disco di chi fa musica come spine elettriche su larga scala)
Ma, bambini mia, nei ballettini era una potenza divina, nelle mode trans, nella provocazione spicciola e consumistica non ha mai avuto rivali...
E questo per me basta per farla diventare un artista...e un artista va rispettato, perchè ha le sue crisi, i sui pianti e a gli artisti si sa, è permesso pure drogarsi...ammesso che poi ne escano, ammesso che poi non ci rimanghino, e lei è una grande testimone del nostro tempo, perchè divide (o la si ammazza o la si adora incoscientemente e incosapevolmete), della leggerezza, della inconsistenza di certi tempi...
E ce la perdiamo così....
No, no, non sarò io a dimenticarla quando è nel peggio momento della sua vita...per poi dire quando me la trovano morta nel motel fatta di ciò che Iddio a messo in terra " Mamma mia che tragedia, cosi giovane, bella e famosa....
Scusate ma a 'sta bussata non ci sto...
Quindi...
Give me Britney one more time...."
Posted by Diletta

venerdì 7 dicembre 2007

Einstein


Ma sarà propro vero che "Se non eri Einstein, non eri niente"???!

lunedì 3 dicembre 2007

Manca Qualcosa

Sotto suggerimento di AndyBoy volevo fare una "giuntina" personale all'elenco escatologico... Tra le "Verità Eterne" infatti, ne manca una, di fondamentale importanza...
  • Manca Qualcosa (sempre!)

(l'esperienza docet...e chi vuole intendere, intenda)


domenica 2 dicembre 2007

Un elenco escatologico della biancheria: un elenco parziale delle 927(o erano 928?) Verità Eterne

Il titolo si racconterebbe già da solo. Ma adoro le spiegazioni superflue.
Leggevo (un attività nuova), e nell'epilogo, l' autore, con nota sarcastica, elencava le "verità eterne", nelle quali, prima o poi, ognuno di noi si imbatte. Credo di condividerne molte, anche se temo di non essere ancora in grado di accettarle a pieno. Riporto qui quelle a mio avviso più significative, quelle che scriverei sul muro davanti al letto, quelle che forse fanno più male, quelle che vorrei fossero parte di me.
  • E' tutto qui
  • Non ci sono significati reconditi
  • Non puoi arrivarci da qui, e inoltre non c'è alcun altro posto dove andare
  • Siamo tutti già moribondi, e saremo morti per molto tempo
  • Nulla dura per sempre
  • Non c'è alcun modo per ottenere tutto ciò che si vuole
  • Non puoi avere nulla a meno che non lasci la presa
  • Puoi conservare soltanto ciò che dai via
  • Non c'è alcuna ragione particolare per cui non hai ricevuto alcune cose
  • Il mondo non è necessariamente giusto. L'essere buoni speso non viene ricompensato e non c'è alcuna ricompensa per la sventura
  • Nondimeno hai la responsabilità di fare del tuo meglio
  • E' un universo casuale a cui non apportiamo significato
  • In realtà non controlli nulla
  • Non puoi costringere nessuno ad amarti
  • Nessuno è più forte o più debole di te
  • Tutti sono, a modo proprio, vulnerabili
  • Non ci sono grandi uomini
  • Se hai un'eroe, dagli un altro sguardo: in qualche modo hai diminuito te stesso
  • Tutti mentono, ingannano, fingono (si, anche tu, e certamente io)
  • Ogni parte di te ha il suo valore, se solo l'accetti
  • Il male può essere spostato ma mai cancellato, dal momento che tutte le soluzioni generano nuovi problemi
  • Tuttavia è necessario continuare a lottare verso una soluzione
  • L'infanzia è un incubo
  • Ma è così difficile essere un adulto indipendente, autosufficiente, consapevole di dover badare a se stesso poiché non c'è nessun altro a farlo
  • Ciascuno di noi è in definitiva solo
  • Le cose più importanti, ciascun uomo deve farle da sé
  • L'amore non basta, ma certamente aiuta
  • Abbiamo soltanto noi stessi, e la fratellanza che ci unisce gli uni agli altri. Forse non è molto, ma non c'è altro
  • Che strano che tanto spesso tutto sembri valer la pena
  • Tutte le decisioni importanti devono essere prese sulla base di dati insufficienti
  • Tuttavia siamo tutti responsabili di tutti i nostri atti
  • Nessuna scusa sarà accettata
  • Puoi fuggire, ma non puoi nasconderti
  • E' importantissimo trovarsi senza capri espiatori
  • Dobbiamo imparare la forza di vivere con la nostra impotenza
  • L'unica vittoria importante sta nell'arrendersi a se stessi
  • Tutte le battaglie vengono combattute all'interno del sé
  • Sei libero di fare qualunque cosa vuoi. Devi soltanto affrontarne le conseguenze
  • Cosa sai...con sicurezza...ad ogni modo?
  • Impara a perdonare te stesso, più e più e più e più volte....

martedì 30 ottobre 2007

Quando il titolo non rende giustizia!

Da giorni, settimane, mesi, un coro di voci mi ripeteva "Guardalo!Guardalo!Guardalo!". Ma io, impassibile di fronte alle tentazioni, mi rifiutavo. Qualcosa mi diceva "Non farlo!". Bé, quel qualcosa sembrava essere il titolo. Oppure la mia tendenza ad aspettare che quel qualcosa (l'inchè) ti chiami...La chiamata questa volta è stata un po' incitata. Forse (ma dirlo adesso ha tutto un altro sapore) non era il momento, perché il mio umore è sceso ancora. Ma forse lo era, perché gli interrogativi che si sono fatti strada sono molti, vari, interessanti, predisposti ad aprire nuove domande. Ma a mettere anche qualche punto. Il tema del film è ovviamente l'Amore (la maggior parte dei film parla di questo sentimento, chiamandolo a volte con altri nomi). L'argomento, nello specifico, la separazione. Una separazione forzata, voluta intensamente, anelata e nell'aria da tempo, forse da prima che la storia iniziasse. Una separazione che non si aveva da fare, anche se tutto poteva far pensare il contrario. Una separazione, e un amore, che porta con se immensa afflizione. E quando soffriamo così intensamente e irrimediabilmente, come fare a cacciare via il dolore? L'unico rimedio senza controindicazioni è dimenticare. Rimuovere ogni ricordo associato a quel dolore. E' questo che fanno i due protagonisti della storia. Cancellano. Tabula rasa. Sperando che tutto ciò possa bastare, che il vento soffi nella giusta direzione e li allontani per sempre. Ma qualcosa non funziona come dovrebbe. O meglio, qualcuno. Uno dei due si rende conto che non vuole dimenticare, non può. Perché insieme ai ricordi tristi se ne andranno pure quelli felici. Perché cancellare significherebbe non aver mai vissuto. Ma allora, di cosa è sintomo quella malinconia che ti resta dentro anche quando hai rimosso? Cosa è che ti spinge a ripercorrere i tuoi passi nonostante tu non sappia di averli già percorsi? Sarà soltanto il caso che ci sorprende? O qualche forza oscura, il fato, il destino, il grande demone celeste, che trama alle nostre spalle? Non so. Mi sto domandando se l’inevitabile è veramente tale. E la risposta sembrerebbe essere un si sfocato. Perché quando vuoi che qualcosa accada o non accada, non ti impegni con tutte le tue forze? Non credi, alla fine, che quello che succede sia dovuto al tuo impegno? Mah…
In ogni caso, all'inizio credevo che il titolo del film, la traduzione, fosse totalmente sbagliata:"
Se mi lasci ti cancello"????? ma come? Che c'entra? Allibita. Poi, però, ci ripensi. E quel titolo non sembra essere totalmente e indiscutibilmente fuori luogo. Acquista un suo perchè. Tu gli dai un senso. E forse è proprio quel senso che ti fa credere di aver compreso.