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martedì 17 giugno 2014

we'll be glowing in the dark

L'assenza a volte si fa più pressante di una presenza. Le aspettative si fanno oscure e confuse in mezzo alla luce del giorno che cresce lontano, lì sul filo dell'orizzonte. Attendi che la luna spunti in mezzo alle stelle, ma trovi solo nuvole.

giovedì 27 ottobre 2011

Primum nil nocere


«Tutti sono affamati di morte. La nostra cultura lo è. Io, qui, come vedi, ne parlo continuamente. Ma non la esprimo. Perché nella morte io sono impegnato. Non voglio uscirne, per esprimerla, per vederla o guardarla in trasparenza. Non cerco di formularla. Ogni tanto si realizza qualcosa che mi porta in un altro luogo dal quale posso osservarla. Magari anche di riflesso. Ogni sorta di cose si riflettono in questa introspezione, ma non l'attività essenziale di ciò in cui sono impegnato [ossia l'atto del morire]. Il tempo che mi dò è il qui e ora».
«E' molto importante ciò che semplicemente il giorno ci dà, ogni singola cosa che si realizza durante il giorno. La persona, l'osservazione che ha fatto, l'odore dell'aria in quel momento. E queste cose hanno bisogno di accettazione, di ricognizione, di riconoscimento... Adesso non ho ancora la parola giusta. Ma trovare le parole è magnifico. Trovare la parola giusta è così importante. Le parole sono come cuscini: quando sono disposte nel modo giusto alleviano il dolore».


"Sto morendo ma non potrei essere più impegnato a vivere"


See U, James Hillman.

mercoledì 26 ottobre 2011

the Remains






Inflessibile al tempo che se ne va.
Incoscientemente liberato dall'inquietudine.
Intrappolato silente nell'ordine acclamante.
Come solo tu puoi.
Resta.




domenica 20 febbraio 2011

Desiderio che trovi, Desiderio che hai

Guardo le nuvole in un giorno qualunque
e mi accorgo del tempo che passo a fissare su una tela
i miei desideri assonnati e invecchiati.
Non passano. Restano.
E tu sei li che vorresti trovarne di nuovi,
ma quella dispettosa vita che ogni giorno ti insegue
non ne vuole sapere.
Immobile come non mai,
i tuoi occhi lucidi di sudore
cercano in altri occhi quelle gocce che riempiono il mare.
Ho qualcosa da dirti.
Hai qualcosa da darmi.
Quello che resta.

giovedì 2 settembre 2010

Underneath my skin


"I smile when I’m angry.
I cheat and I lie.
I do what I have to do
To get by.
But I know what is wrong,
And I know what is right.
And I’d die for the truth
In My Secret Life"

martedì 13 luglio 2010

BEST WISHES

Non so bene come cominciare. L’emozione mi trapassa le dita e rende complicato far scorrere le lettere.

Ansia. Inquietudine. Frenesia. Paura, forse. Gioia. Molta gioia.

Non capita spesso che i tuoi pensieri, speranze e, si, chiamiamoli col loro nome, sogni si materializzino davanti a te.

Ho aspettato quest’incontro e le aspettative, si sa, prima o poi ti fregano. Anzi, ti fregano spesso.

Ma a volte la vita, o forse il Caso, ti sorprende. E ti piace credere che così era scritto da qualche parte nelle trame che il destino tesse.

E tutto è come avevi immaginato. Lui è perfetto: l’accento (che non ti fa capire che tre parole), quel modo affettato di gesticolare, i vestiti old style, la gentilezza e la pazienza inaspettate, le battute, le cose che dice. Sembra il copione di un film. Eppure è così reale.

Tu stai li imbambolata, a cercare di cogliere le sfumature nel tono della voce, per poi accorgerti che il traduttore sta sbagliando tutto, che le domande poste sono così scontate, che forse le risposte potevi darle tu, tanto lo conosci bene.

Un sorriso che ti sembra non finire mai, poche parole, ma di quelle che ti restano addosso.

Io-Hi, nice to meet u

Lui-Hi, nice to meet u.

Io-My name is Valentina

Lui-Yeah.

(Prende in mano il libro che ho portato. Scelto accuratamente, perché sappia che per me lui è quel libro. O quel libro è lui. E che quel libro parla a me- si, lo so, a me e a ad altri milioni di persone. Ma ora ci sono io davanti a lui con un sorriso durbans stampato in faccia, o no???)

Lui-This is an old book.

Io annuisco.

Lui-It was read a lot of times...

Sorrido e credo di avvampare. Mi firma il vecchio libro. Mi guarda negli occhi e spero che non mi voglia lasciar andare via.

Io-Thank u very much (in tipico italian style)

Lui-It's my favourite.

Anche il mio, penso.Sorrido, lo ringrazio ancora.


See u soon, Jonathan Coe.


domenica 5 aprile 2009

Spalatore di nuvole


Lo spalatore di nuvole cammina con il cuore rivolto all'universo.
Adagio i suoi pensieri si trasmutano in
frasi sussurrate all'orecchio.
Lo spalatore di nuvole ha lo sguardo altrove.
Cammina con la malinconia nei piedi.
Non è con te quando tu gli parli.
La sua presenza basta a rassicurarti.

Lo spalatore di nuvole confonde i sogni con la realtà.
Parla la lingua dei sentimenti.
Aspetta in silenzio il movimento del mondo.
Lo spalatore di nuvole si muove intorno.
Dipinge cerchi nei tuoi occhi.
Arriva quieto quando non è atteso.
Lo spalatore di nuvole sorride la vita.
Canta i miti degli antichi.
Piove dai suoi occhi, e tu lo abbracci.
Immobile.


sabato 15 novembre 2008

Forever Lost

in space
in the world
within of me
in translation
in the sea
in the sky
on the road
for road
across the universe
in you
in me.

"if you can't wake up in the morning
'cause your bed lies vacant at night
If you're lost, hurt, tired or lonely
Can't control it, try as you might
May you find that love that won't leave you
May you find it by the end of the day
You won't be lost, hurt, tired and lonely
Something beautiful will come your way"
(R.W.)

lunedì 8 settembre 2008

Il mestiere di vivere

Oramai ci ho preso gusto. A vivere intendo. Lentamente si riassaporano i sapori, gli odori, i piccoli gesti, le grandi avventure che ogni giorno, ogni minuto, ogni attimo ci passano davanti.
Il segreto, se mai ne esiste uno, è proprio quello di non lasciarli passare. Di cogliere ogni fiore, in boccio o già sbocciato, ed ogni frutto, maturo o marcio. Non fermarsi davanti a quel velo che annebbia i sensi. A volte chiudere gli occhi è necessario, ma cosa costa tenerli aperti?
Dare più vita ai giorni, non più giorni alla vita.

"Nobody said it was easy,
No one ever said it would be so hard"

giovedì 15 maggio 2008

MAH...

Giusto per dare conferma della mia misera ed evanescente esistenza.
Annoiata da me stessa, lascio ad altri il gravoso compito (diritto o dovere, decide voi) di parlare, pensare, riflettere, criticare e quant'altro entri nel calderone.
In piena crisi "melanconica".


«Life's but a walking shadow; a poor player,
That struts and frets his hour upon the stage,
And then is heard no more: it is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing»
(Macbeth-atto V, scena V)

venerdì 28 marzo 2008

Vizi Capitali 7


7.LUSSURIA
Brama. Sensualità. Godimento. Libidine. Lascivia. Concupiscenza.

"Amore è un demone possente che sta tra i mortali e gli immortali" (Platone)

venerdì 21 marzo 2008

Vizi Capitali 6

6.GOLA
Ingordigia.Insaziabilità.Voracità.Incontentabilità.

"Il gusto, a differenza dell'olfatto, ha il privilegio di promuovere la comunanza del godimento. Già all'entrata dei cibi nel tubo gastrico esso giudica in precedenza la loro salubrità, poiché questa è connessa alla loro gradevolezza, che è come un presagio sufficientemente sicuro di quella, qualora la sazietà o la gozzoviglia, a cui cede la gola, non abbiano corrotto il senso"
(Immanuel Kant)


sabato 15 marzo 2008

Unplugged

Capita di sentirsi come una di quelle particelle subatomiche impazzite, che con il loro semplice roteare scombussolano le esistenze di altre particelle a lei simili, ma comunque diverse.
Capita di non sentirsi parte di quello che hai intorno, eppure comprendere che ne fai parte, e non sai perchè.
Capita di sentirsi come quell'unica foglia che si stacca dall'albero prima delle altre quando arriva l'autunno, e che lentamente si posa sulla nuda terra.
Capita di guardare il mondo da dietro un vetro, un vetro un po' appannato, sporco, che non riflette.
Capita di sentirsi come "il secondo da sinistra" nelle foto di classe.
Capita, di sentirsi scollegato, disconnesso, scisso.


venerdì 14 marzo 2008

Vizi Capitali 5

5.AVARIZIA
Taccagneria. Spilorceria. Tirchieria. Cupidigia.

"Quanto meno mangi, bevi, compri libri, vai a teatro, al ballo, all'osteria, quanto meno pensi, ami, fai teorie, canti, dipingi, verseggi eccetera, tanto più risparmi, tanto più diventa grande il tuo tesoro che né i tarli né la polvere possono consumare"
(Karl Marx) 

venerdì 7 marzo 2008

Vizi Capitali 4


4.SUPERBIA
Orgoglio. Presunzione. Alterezza. Altezzosità. Alterigia. Immodestia. Boria. Tronfiezza. Sufficienza. Protervia.

"Chi nega la superbia in sé la possiede di solito in forma così brutale, da chiudere istintivamente gli occhi di fronte ad essa, per non doversi disprezzare. Quando ti elogiano, non insuperbirti. Sappi piuttosto che quando ti elogiano non sei ancora sulla tua strada, bensì su quella di un altro"
(Nietzsche)

venerdì 29 febbraio 2008

Vizi Capitali 3


3.INVIDIA
Astio. Rancore. Rabbia. Gelosia. Rivalità. Concorrenza. Malevolenza. Dispetto. Stizza. Bile.

"L'invidia è quella disposizione che induce l'uomo a godere del male altrui e a rattristarsi, al contrario, dell'altrui bene"
(Spinoza)

venerdì 22 febbraio 2008

Vizi Capitali 2


2.ACCIDIA
Inerzia. Pigrizia. Indolenza. Ignavia. Infingardaggine. Poltroneria. Svogliatezza. Abulia. Ozio. Apatia. Torpore. Incuria.

"Come si chiama:noia di vivere? Intendo, sappiatelo bene, non la noia passeggera, non quella per fatica, o la noia di cui si conosce il genere e di cui si sanno i confini, ma quella noia perfetta, quella noia pura, quella noia che non ha altra sostanza che la vita stessa, e altra causa seconda che la chiaroveggenza del vivente. Questa noia assoluta non é in sé che la vita nella sua nudità, quando si contempla chiaramente" (Paul Valery)

venerdì 15 febbraio 2008

Vizi Capitali 1


1.IRA
Rabbia. Irritazione. Sdegno. Collera. Rancore. Indignazione. Stizza. Cruccio. Furore. Furia. Esarcebazione. 

"Adirarsi è facile, ne sono tutti capaci, ma non è assolutamente facile, e soprattutto non è d tutti adirarsi con la persona giusta, nella misura giusta, nel modo giusto, nel momento giusto e per la giusta causa" (Aristotele) 

giovedì 14 febbraio 2008

CUT OFF!

Dicono che quando un cambiamento si avvicina, quando la tua vita si sta trasformando, insomma, quando qualcosa accade (solitamente qualcosa di non piacevole, già), una delle prime cose che facciamo è tagliare. Recidere. Separare. Un gesto simbolico, che vede la sua massima espressione nel taglio dei capelli. Solitamente drastico. Ma cosa è che stiamo tentando si estirpare? Con cosa stiamo “tagliando i ponti”? Cosa è che ci fa così male, che non possiamo sopportare, che non ci permette di andare avanti o di tornare indietro, ma solamente di rimanere fermi? Un presente che non ci soddisfa? Un passato che non se ne vuole andare? Un futuro che ci spaventa?

Ps: Oggi sono andata dal parrucchiere. Mi sono tagliata i capelli.

lunedì 21 gennaio 2008

TEMPO DI TRASLOCARE....



Non ero ancora preparata. No, non lo ero. E non lo sono. Ma come si fa ad essere pronti a lasciare il luogo dove sei cresciuta, dove hai vissuto la maggior parte della tua vita (seppure ancora breve), dove sei stata tu e solamente tu per così tanto tempo?
Mi sento persa, in balia della corrente, che non ne vuole proprio sapere di darsi una calmata. Continua a scorrere.