"Anche se il film che state per vedere è un'invenzione, dovrebbe essere proiettato al massimo del volume"
martedì 22 giugno 2010
martedì 20 aprile 2010
Let me see

E' passato un po' di tempo da quando mi son fermata a pensare. E a scrivere. Vedo intorno a me cose che fluttuano ma non mi fermo più a guardare. Che poi sta differenza con cui ce la menano dalle elementari tra il "vedere" e i "guardare" mica lo so se l'ho ma capita fino in fondo. Cioè, pensate un po' : io vedo il tipo con gli occhiali tartarugati, il capello inclinato sulla sinistra, il bastone con lo stemma di famiglia in avorio,il vestito color sabbia di almeno due taglie più grandi, il passo basculante di chi bello dritto non ci sa più stare, oppure lo guardo? Per farla breve, resterà qualcosa di lui in me oppure passerà invisibile davanti ai miei occhi. Questo il punto.
Nel frattempo continuo a guardare.
domenica 18 aprile 2010
Lesson Number One

Spesso un pretesto assume la forma di una richiesta, non troppo implicita, di aspettativa, di condivisione, se non di effettiva supplica. Mi chiedo spesso come poter fare per circumnavigare i molti "pretesti" di cui mi circondo.
Hanno chiesto, a più voci, a Raymond Carver "perché scrivere?"
E lui ha risposto:
- perché tutto il testo è noioso
- perché è un gesto che amiamo
- perché potrebbe cambiarci la vita
- perché non c'è niente di più bello
- perché è importante
- perché non riusciamo a smettere
- perché altrimenti che senso ha?
"It could be wrong
But it should've been right "
giovedì 8 aprile 2010
R.I.P.
domenica 17 gennaio 2010
L'anno che verrà
mercoledì 2 settembre 2009
mercoledì 19 agosto 2009
martedì 7 luglio 2009
giovedì 2 luglio 2009
domenica 28 giugno 2009
The Commitment
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato, mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare".
lunedì 15 giugno 2009
Libretto d'istruzioni
mercoledì 27 maggio 2009
La guerra è finita
Parla quella parte di me che ancora crede nelle mezze stagioni, che non parcheggia la macchina in terza fila davanti al vigile, che si ferma e osserva un bimbo che ride, che ci crede sempre fino a che l'evidenza non la risveglia, che non ha fede ma crede, che dimentica per poi ricordare nuovamente, che beve caffè nero, che si indigna, che si risolleva, che un giorno si e uno pure si meraviglia, che spera ancora.
Parla, ma vorrebbe gridare.
Dopo oltre trent'anni di attacchi terroristici e guerriglia, il 18 Maggio 2009 la guerra a Ceylon si chiude. La guerra è finita, dichiara lo Stato. 70 mila morti, per lo più civili, forse son sembrati abbastanza. Sento la notizia per caso, su radio24 lo stesso giorno. Al TG l'annunciatrice mezzobusto non dice neppure una parola. Sui quotidiani, il giorno seguente, qualche piccolo trafiletto o il nulla. Ieri sera accendo la TV, Ballarò, si parla della vita sessuale del nostro Presidente del Consiglio. La domanda nasce spontanea: come è possibile che negli ultimi mesi si riesca a parlare solo di questo? Storia da romanzetti rosa da quattro soldi, quelli stampati su carta di pessima qualità, copertina ingiallita anche se nuova, errori grammaticali, pagine stampate a metà o mancanti. Si, ok, ve lo concedo, sono fatti avvenuti "dall'altra parte del mondo" (lo dice anche mia nonna), noi ci interessiamo ai nostri. Ma come possono tutte le guerre, i disastri naturali, le contese accadute "altrove" passare in secondo piano rispetto alla vita sexsualis di un singolo uomo? Bisogna aspettare la catastrofe. E forse non basta neppure quella. Ogni singolo giorno, accade qualcosa, a Calcutta come ad Acitrezza, ad Alba come a Capetown, ad Arcore come a Washington, ed io non ne so nulla. Gioiamo e piangiamo, viviamo e moriamo in ogni dove, ma non tutti forse lo sanno. E dato che non posso essere ovunque, aspetto che qualcuno mi racconti le storie degli altri. Ma quel qualcuno spesso si dimentica, o si vuole dimenticare, e sceglie per me cosa io devo conoscere. Mi viene da ridere un po', anche se so che non dovrei.
Che il mondo sia tutto una grande barzelletta?
post scriptum: la fine della guerra a Ceylon mi ha un po' scioccato, non ci speravo più. In questi anni ho pianto per ogni cingalese che ci ha lasciato, di qualunque etnia e religione. Speravo, ahimè, in un po' più di informazione. Sono ancora dubbiosa. Ma la parte di me che oggi ha parlato ci spera ancora.
Parla, ma vorrebbe gridare.
Dopo oltre trent'anni di attacchi terroristici e guerriglia, il 18 Maggio 2009 la guerra a Ceylon si chiude. La guerra è finita, dichiara lo Stato. 70 mila morti, per lo più civili, forse son sembrati abbastanza. Sento la notizia per caso, su radio24 lo stesso giorno. Al TG l'annunciatrice mezzobusto non dice neppure una parola. Sui quotidiani, il giorno seguente, qualche piccolo trafiletto o il nulla. Ieri sera accendo la TV, Ballarò, si parla della vita sessuale del nostro Presidente del Consiglio. La domanda nasce spontanea: come è possibile che negli ultimi mesi si riesca a parlare solo di questo? Storia da romanzetti rosa da quattro soldi, quelli stampati su carta di pessima qualità, copertina ingiallita anche se nuova, errori grammaticali, pagine stampate a metà o mancanti. Si, ok, ve lo concedo, sono fatti avvenuti "dall'altra parte del mondo" (lo dice anche mia nonna), noi ci interessiamo ai nostri. Ma come possono tutte le guerre, i disastri naturali, le contese accadute "altrove" passare in secondo piano rispetto alla vita sexsualis di un singolo uomo? Bisogna aspettare la catastrofe. E forse non basta neppure quella. Ogni singolo giorno, accade qualcosa, a Calcutta come ad Acitrezza, ad Alba come a Capetown, ad Arcore come a Washington, ed io non ne so nulla. Gioiamo e piangiamo, viviamo e moriamo in ogni dove, ma non tutti forse lo sanno. E dato che non posso essere ovunque, aspetto che qualcuno mi racconti le storie degli altri. Ma quel qualcuno spesso si dimentica, o si vuole dimenticare, e sceglie per me cosa io devo conoscere. Mi viene da ridere un po', anche se so che non dovrei.
Che il mondo sia tutto una grande barzelletta?
post scriptum: la fine della guerra a Ceylon mi ha un po' scioccato, non ci speravo più. In questi anni ho pianto per ogni cingalese che ci ha lasciato, di qualunque etnia e religione. Speravo, ahimè, in un po' più di informazione. Sono ancora dubbiosa. Ma la parte di me che oggi ha parlato ci spera ancora.
lunedì 11 maggio 2009
"VIVA LA VIDA"

La vita è bella. Continuare a tergiversare? No, basta, inutile aggirare il punto. Da qualsiasi punto tu lo guardi. Respirare. Continuare a respirare. Cominciare a respirare. Faticoso? A volte. Stupefacente? Spesso. Magico? Sempre.
"Well your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof "
You saw her bathing on the roof "
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Screaming,
Smells like teen spirit
domenica 26 aprile 2009
domenica 5 aprile 2009
Spalatore di nuvole
Lo spalatore di nuvole cammina con il cuore rivolto all'universo.
Adagio i suoi pensieri si trasmutano in frasi sussurrate all'orecchio.
Lo spalatore di nuvole ha lo sguardo altrove.
Cammina con la malinconia nei piedi.
Non è con te quando tu gli parli.
La sua presenza basta a rassicurarti.
Lo spalatore di nuvole confonde i sogni con la realtà.
Parla la lingua dei sentimenti.
Aspetta in silenzio il movimento del mondo.
Lo spalatore di nuvole si muove intorno.
Dipinge cerchi nei tuoi occhi.
Arriva quieto quando non è atteso.
Lo spalatore di nuvole sorride la vita.
Canta i miti degli antichi.
Piove dai suoi occhi, e tu lo abbracci.
Immobile.
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