giovedì 2 settembre 2010

Underneath my skin


"I smile when I’m angry.
I cheat and I lie.
I do what I have to do
To get by.
But I know what is wrong,
And I know what is right.
And I’d die for the truth
In My Secret Life"

martedì 13 luglio 2010

BEST WISHES

Non so bene come cominciare. L’emozione mi trapassa le dita e rende complicato far scorrere le lettere.

Ansia. Inquietudine. Frenesia. Paura, forse. Gioia. Molta gioia.

Non capita spesso che i tuoi pensieri, speranze e, si, chiamiamoli col loro nome, sogni si materializzino davanti a te.

Ho aspettato quest’incontro e le aspettative, si sa, prima o poi ti fregano. Anzi, ti fregano spesso.

Ma a volte la vita, o forse il Caso, ti sorprende. E ti piace credere che così era scritto da qualche parte nelle trame che il destino tesse.

E tutto è come avevi immaginato. Lui è perfetto: l’accento (che non ti fa capire che tre parole), quel modo affettato di gesticolare, i vestiti old style, la gentilezza e la pazienza inaspettate, le battute, le cose che dice. Sembra il copione di un film. Eppure è così reale.

Tu stai li imbambolata, a cercare di cogliere le sfumature nel tono della voce, per poi accorgerti che il traduttore sta sbagliando tutto, che le domande poste sono così scontate, che forse le risposte potevi darle tu, tanto lo conosci bene.

Un sorriso che ti sembra non finire mai, poche parole, ma di quelle che ti restano addosso.

Io-Hi, nice to meet u

Lui-Hi, nice to meet u.

Io-My name is Valentina

Lui-Yeah.

(Prende in mano il libro che ho portato. Scelto accuratamente, perché sappia che per me lui è quel libro. O quel libro è lui. E che quel libro parla a me- si, lo so, a me e a ad altri milioni di persone. Ma ora ci sono io davanti a lui con un sorriso durbans stampato in faccia, o no???)

Lui-This is an old book.

Io annuisco.

Lui-It was read a lot of times...

Sorrido e credo di avvampare. Mi firma il vecchio libro. Mi guarda negli occhi e spero che non mi voglia lasciar andare via.

Io-Thank u very much (in tipico italian style)

Lui-It's my favourite.

Anche il mio, penso.Sorrido, lo ringrazio ancora.


See u soon, Jonathan Coe.


martedì 22 giugno 2010

martedì 20 aprile 2010

Let me see


E' passato un po' di tempo da quando mi son fermata a pensare. E a scrivere. Vedo intorno a me cose che fluttuano ma non mi fermo più a guardare. Che poi sta differenza con cui ce la menano dalle elementari tra il "vedere" e i "guardare" mica lo so se l'ho ma capita fino in fondo. Cioè, pensate un po' : io vedo il tipo con gli occhiali tartarugati, il capello inclinato sulla sinistra, il bastone con lo stemma di famiglia in avorio,il vestito color sabbia di almeno due taglie più grandi, il passo basculante di chi bello dritto non ci sa più stare, oppure lo guardo? Per farla breve, resterà qualcosa di lui in me oppure passerà invisibile davanti ai miei occhi. Questo il punto.
Nel frattempo continuo a guardare.

domenica 18 aprile 2010

Lesson Number One


Spesso un pretesto assume la forma di una richiesta, non troppo implicita, di aspettativa, di condivisione, se non di effettiva supplica. Mi chiedo spesso come poter fare per circumnavigare i molti "pretesti" di cui mi circondo.
Hanno chiesto, a più voci, a Raymond Carver "perché scrivere?"
E lui ha risposto:
  • perché tutto il testo è noioso
  • perché è un gesto che amiamo
  • perché potrebbe cambiarci la vita
  • perché non c'è niente di più bello
  • perché è importante
  • perché non riusciamo a smettere
  • perché altrimenti che senso ha?
In questo momento vorrei un pretesto per non dover rispondere.

"It could be wrong
But it should've been right "

giovedì 8 aprile 2010

R.I.P.



"Don't ask us to attend 'cos we're not all there
Oh don't pretend 'cos I don't care
I don't believe illusions 'cos too much is real
So stop you're cheap comment 'cos we know what we feel "

domenica 17 gennaio 2010

L'anno che verrà


I numeri tondi non mi sono mai piaciuti. Sono finiti, perfetti nella loro rotondità. Non ci puoi giocare, tornano sempre uguali a se stessi. Non lasciano spazio all'immaginazione. Scivolano.
Sarà perchè non hanno bisogno di me per completarsi?

mercoledì 2 settembre 2009

mercoledì 19 agosto 2009

domenica 28 giugno 2009

The Commitment


"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato, mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare".
(Bertold Brecht)

lunedì 15 giugno 2009

Libretto d'istruzioni



"Ci sono solo quattro domande che contano nella vita, Don Octavio.
Cosa è sacro,
di cosa è fatto lo spirito,
per cosa vale la pena vivere,
e per cosa vale la pena morire...
La risposta, ad ognuna, è la stessa:
solo l'amore".

(Don Juan)

mercoledì 27 maggio 2009

La guerra è finita

Parla quella parte di me che ancora crede nelle mezze stagioni, che non parcheggia la macchina in terza fila davanti al vigile, che si ferma e osserva un bimbo che ride, che ci crede sempre fino a che l'evidenza non la risveglia, che non ha fede ma crede, che dimentica per poi ricordare nuovamente, che beve caffè nero, che si indigna, che si risolleva, che un giorno si e uno pure si meraviglia, che spera ancora.
Parla, ma vorrebbe gridare.
Dopo oltre
trent'anni di attacchi terroristici e guerriglia, il 18 Maggio 2009 la guerra a Ceylon si chiude. La guerra è finita, dichiara lo Stato. 70 mila morti, per lo più civili, forse son sembrati abbastanza. Sento la notizia per caso, su radio24 lo stesso giorno. Al TG l'annunciatrice mezzobusto non dice neppure una parola. Sui quotidiani, il giorno seguente, qualche piccolo trafiletto o il nulla. Ieri sera accendo la TV, Ballarò, si parla della vita sessuale del nostro Presidente del Consiglio. La domanda nasce spontanea: come è possibile che negli ultimi mesi si riesca a parlare solo di questo? Storia da romanzetti rosa da quattro soldi, quelli stampati su carta di pessima qualità, copertina ingiallita anche se nuova, errori grammaticali, pagine stampate a metà o mancanti. Si, ok, ve lo concedo, sono fatti avvenuti "dall'altra parte del mondo" (lo dice anche mia nonna), noi ci interessiamo ai nostri. Ma come possono tutte le guerre, i disastri naturali, le contese accadute "altrove" passare in secondo piano rispetto alla vita sexsualis di un singolo uomo? Bisogna aspettare la catastrofe. E forse non basta neppure quella. Ogni singolo giorno, accade qualcosa, a Calcutta come ad Acitrezza, ad Alba come a Capetown, ad Arcore come a Washington, ed io non ne so nulla. Gioiamo e piangiamo, viviamo e moriamo in ogni dove, ma non tutti forse lo sanno. E dato che non posso essere ovunque, aspetto che qualcuno mi racconti le storie degli altri. Ma quel qualcuno spesso si dimentica, o si vuole dimenticare, e sceglie per me cosa io devo conoscere. Mi viene da ridere un po', anche se so che non dovrei.
Che il mondo sia tutto una grande barzelletta?


post scriptum: la fine della guerra a Ceylon mi ha un po' scioccato, non ci speravo più. In questi anni ho pianto per ogni cingalese che ci ha lasciato, di qualunque etnia e religione. Speravo, ahimè, in un po' più di informazione. Sono ancora dubbiosa. Ma la parte di me che oggi ha parlato ci spera ancora.

lunedì 11 maggio 2009

"VIVA LA VIDA"


La vita è bella. Continuare a tergiversare? No, basta, inutile aggirare il punto. Da qualsiasi punto tu lo guardi. Respirare. Continuare a respirare. Cominciare a respirare. Faticoso? A volte. Stupefacente? Spesso. Magico? Sempre.

"Well your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof "